Forteto, il Papa abbraccia le vittime

Incontro in piazza San Pietro dopo l’udienza generale

Abbracci e un colloquio di una quindicina di minuti: si è svolto stamani in piazza San Pietro l’atteso incontro tra Papa Francesco e una delegazione di una quindicina di vittime del Forteto, in parte aderenti all’Associazione presieduta da Sergio Pietracito e in parte no. Il gruppo, accompagnato dal cardinale Giuseppe Betori, si era messo in viaggio per Roma nel cuore della notte. Dopo una visita nella Basilica di San Pietro, le vittime – sedute a poche decine di metri dal Pontefice – hanno ascotato l’udienza generale delle 10, durante la quale Francesco ha menzionato l’Associazione.

L’incontro è avvenuto subito dopo la fine dell’udienza. L’immagine dell’abbraccio tra il Papa e Sergio Pietracito segna una svolta nei rapporti tra le vittime e la Chiesa, che anche dopo l’arresto di Rodolfo Fiesoli nel 2011 aveva mantenuto un comportamento per lo meno “neutrale” nella vicenda Forteto, almeno fino a quando nel 2015 il cardinale Betori aveva incontrato Pietracito e gli altri. Un atteggiamento per il quale il Papa ha chiesto scusa alle vittime, secondo quanto hanno riferito alcuni dei presenti.

Il cardinal Betori, che ha facilitato l’incontro col Papa, ha poi rilasciato queste dichiarazioni:

“L’incontro con il Santo Padre è stato fonte di consolazione per le vittime che si sono strette attorno a lui come figli lacerati e sofferenti, ma il suo gesto di accoglienza rappresenta anche un importante segno di sostegno al cammino intrapreso dalle vittime perché emerga la verità sugli atti criminosi che hanno segnato la vita del Forteto, seminando profonda sofferenza che resta iscritta nella carne e nell’animo di tante persone. Una verità che deve essere sancita nelle aule della giustizia come pure deve diffondersi nella coscienza della collettività, soprattutto di coloro che hanno responsabilità nella conduzione della vita della società, chiamati ad assumere decisioni che riportino la legalità dove essa è stata così gravemente offesa, e impediscano la reiterazione dei crimini. Il cammino di riparazione e rigenerazione, che ha trovato luce e forza nelle parole e nei gesti di vicinanza del Papa, infatti include anche il porre fine definitivamente alle aberranti prassi di disfacimento della famiglia naturale che sono alla base degli abusi che hanno causato tante sofferenze”.​

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