Bollette Publiacqua più care per i non residenti, nuova scandenza al 30/11

Mancano ancora i dati del 25% delle utenze. E i condomini diventano un problema

I non residenti devono pagare l’acqua più cara: è il principio stabilito in Toscana dall’Autorità Idrica e al debutto quest’anno. Ma l’applicazione pratica sta provocando non pochi grattacapi alle aziende del servizio idrico, che devono capire quali utenti sono residenti e quali non per poter stabilire la tariffa giusta. E, va da sé, quelli che non comunicheranno nulla circa la loro posizione pagheranno l’importo più alto, maggiore di circa il 20%. Anche Publiacqua sta incontrando difficoltà a “incasellare” i propri utenti. Incrociate le banche dati dei comuni con i propri archivi, resta ancora sconosciuta la posizione di un utente su quattro. Come è possibile? Accade perché ci sono ancora contratti rimasti intestati a persone decedute. Ma il grosso del problema sono i condomini dove c’è un’unica utenza per tutti: in questo caso Publiacqua non “conosce” i singoli nuclei familiari e può solo contattare l’amministratore del condominio, che dovrebbe prendersi la briga di comunicare quante famiglie del palazzo sono residenti e quente no. Un passaggio non banale, che non tutti gli amministratori stanno facendo. Per questo la scadenza per comunicare i dati, inizialmente fissata al 30 giugno scorso, è stata rimandata a fine novembre. Ma dopo quel termine, se non ci sono informazioni sull’utenza, verrà applicata la tariffa non residenti, retroattivamente dal primo gennaio 2017. Il rischio è che qualche famiglia che vive in condominio si ritrovi a pagare di più, senza aver mai ricevuto una richiesta diretta di fornire i dati sulla residenza da parte di Publiacqua. L’azienda, per evitare situazioni del genere, inizierà tra un paio di settimane un volantinaggio nei condomini che ancora non hanno fornito informazioni.

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