Ciao, maestro!

Malato da tempo ci lascia all’età di 77 anni Bernardo Bertolucci.

Regista di fama internazionale, autore di capolavori indimenticabili come “Ultimo tango a Parigi”, “Piccolo Buddha”,“ Novecento”, “L’ultimo Imperatore”, il solo fra gli italiani ad aver vinto un premio Oscar per la miglior regia, Bertolucci si è sempre distinto per uno stile unico ed un tocco anticoformista.

Figlio di noto ed illustre poeta, favorito all’esordio da Pasolini, per cui già aveva lavorato come assistente alla regia, scelto da Sergio Leone come co-sceneggiatore per “C’era una volta il West” conquista la fama a soli trent’anni imponendosi fin da subito nel mondo della settima arte.

Autore cardine del cinema nostrano ha costruito la sua lunga e prolifica carriera in bilico tra il desiderio e l’impegno,  la trasgressione e la tradizione. Fra i pochi capace di unire l’amore per la nouvelle vague alle megaproduzioni hollywoodiane, abile nel mescolare racconti di grande respiro, dal sapore epico, con sperimentalismo e brusche innovazioni.

Viaggiando fra più narrazioni e generi differenti ha saputo attraversare e raccontare con sguardo acuto, mai banale, la seconda metà del secolo scorso.

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Appellandosi ad un gusto sofisticato e uno spirito travolgente ha portato l’occhio della cinepresa fra le complessità delle relazioni, della psiche e dell’ideologia politica. Ha svelato gli intricati intrecci dell’ eros, i vizi e le fragilità dei corpi. Da “La comare secca” a “Io e te” ha abbracciato l’umanità che sfilava sul grande schermo con comprensione, senza traccia di vergogna o forme di censura.

Talvolta criticato per il linguaggio eccessivamente melodrammatico o pretenzioso, ha spesso diviso la critica fra amanti e detrattori: i cinefili di casa nostra più d’una volta hanno riservato una mesta accoglienza alle sue pellicole, mentre all’estero invece non è mai mancato il plauso per il suo raffinato e impetuoso talento.

Chi sarà ora fra i registi italiani il più adatto a raccogliere la sua eredità?

Fra i più il nome di Luca Guadagnino è quello maggiormente quotato. L’autore, che da poco ha sfilato a Venezia con il remake di Suspiria, ha tra l’altro realizzato un ottimo documentario “Bertolucci on Bertolucci” uscito nel 2012 dove dialoga appassionatamente con il regista appena scomparso.

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