Il mio gioco preferito, Nek

Filippo Neviani, Nek ha deciso di raccontare il suo nuovo progetto ” Il mio gioco preferito” prima parte:

“Questo è il mio quattordicesimo album di inediti ed è innanzitutto frutto del mio entusiasmo.

I primi embrioni di questo album sono nati ormai due anni fa, poi piano piano il tutto ha cominciato a prendere forma.

Sono stati due anni intensi, in cui ai lavori in studio ho alternato anche tante esperienze in mezzo alla gente, prima il tour con gli amici Max e Francesco con i viaggi per tutta Italia e una bellissima atmosfera che mi ha portato grandi stimoli, poi il Festival di Sanremo 2019, e in mezzo la mia vita di tutti i giorni, di uomo e di musicista, che è continua fonte di input e idee che si riversano nella musica.

Negli ultimi mesi sono entrato stabilmente in studio e, con la complicità dei miei due produttori Chiaravalli e Fazio, ho messo in ordine le idee che avevo già e ne ho realizzate di nuove.

Man mano che lavoravamo alle nuove canzoni, ho cominciato a sentire la necessità di allontanarmi dall’impronta elettronica del mio precedente album.
Ho avuto il bisogno, da musicista, di andare all’essenziale nella scelta degli strumenti e di sviluppare per questo nuovo progetto un mondo sonoro fortemente “umano”, suonato, batteria vera, più chitarre, meno sintetizzatori, meno tastiere, meno grooves.

Nei testi di questi brani ci sono storie che ho ascoltato e fatto mie, storie che mi hanno attraversato la vita, perché credo sempre che un cantautore sia prima di tutto un portavoce di emozioni, ma c’è anche molto di autobiografico.
Mi sono guardato dentro e sono arrivato alla coscienza di essere un eterno ragazzino che ha ancora voglia di giocare.

“Il mio gioco preferito” è la vita stessa, sono ingordo di questa vita.
L’entusiasmo che ho ogni giorno nell’ affrontare ogni piccola cosa è sempre lì, anche se a volte può vacillare, poi torna sempre, vivo, preciso, solido.
Un entusiasmo che somiglia a quello che vedo negli occhi di mia figlia, e mi sento anche io come un bambino sempre pronto a scoprire, sempre pronto a “buttarsi”, sempre pronto a sbarrare gli occhi davanti a qualcosa che non conosce e che desidera sperimentare.

L’idea di dividere l’album in due parti è anche quella un esperimento, perché mi piace sempre lanciarmi in qualcosa che non ho mai fatto e mettermi in gioco, per l’appunto.

Ho deciso di dividere il progetto in due perché volevo avesse una vita lunga, ho tanto da dire in questo momento e sentivo che non mi bastasse un solo album, una sola “uscita”, per raccontare con la mia musica e le mie canzoni il mio punto di vista oggi.

Questa è solo la prima parte, la seconda vedrà la luce nei prossimi mesi.”

Fonte comunicato