Vasco Rossi “Sono un sopravvissuto super vissuto”

Cesare Cremonini, direttore per un giorno di Vanity Fair, ha avuto il privilegio di intervistare il suo collega Vasco Rossi tramite una lettera. La superstar emiliana oltre ad annunciare l’uscita, prevista per il 1° gennaio 2021, di un nuovo disco e di una nuovo singolo che parlerà d’amore, si è definito un “sopravvissuto super vissuto” sia nella ormai cinquantennale carriera, ma anche nella vita privata.

Ecco Vasco che racconta la sua sopravvivenza, in alcuni passaggi fondamentali della lettera;

“Sono sopravvissuto alla ‘noia’. Vivendo a Zocca sapevo che da lì bisognava partire perché se sei in pensione ci stai benissimo, ma a 20 anni non c’è niente da fare. Il mio treno si è chiamato Punto Radio, una delle prime radio ‘pirata’ o ‘libere’, che negli anni ’70 fondai con il mio gruppo di amici storici e che ebbe un successo enorme. L’abbiamo portata avanti a suon di buona musica rock e cantautori, finché abbiamo potuto. Poi, quando è arrivato il momento di scegliere tra diventare commerciali o fallire, abbiamo preferito vendere perché eravamo dei puri”

“Sono sopravvissuto agli anni ’70. Quando c’erano gli anni di piombo, le Brigate Rosse, Lotta Continua e Potere Operaio. (…) (che poi, si sa come sono finiti, tutti a lavorare per i Berlusconi, bene o male)”

“Sono sopravvissuto alla femminista che mi massacrava di parole, sincerità e dialogo nella coppia innanzitutto, e poi alla mia prima confessione di tradimento mi ha mollato”

“Sono poi sopravvissuto agli anni ’80, gli anni ‘da bere’ e dell’edonismo. Sono sopravvissuto alla droga e agli eccessi di quegli anni. Ne ho combinate di cazzate, ma le ho anche pagate tutte. Gli anni ’80, quelli più stupidi del secolo ma anche i più belli e divertenti e, per me, gli anni irriverenti di Colpa d’Alfredo, di Ogni volta, Vita spericolata e di Bollicine. I favolosi e più fantastici anni dopo gli anni ’70… Sono sopravvissuto facendo del rock”

“Sono sopravvissuto agli anni ’90, quando all’apice di una carriera ho voluto fare una famiglia, avere un figlio. La scelta più trasgressiva che avrebbe potuto fare una rockstar e per di più affermata: costruire una famiglia, uscire dallo Stupido Hotel. Sono riuscito a tenere in piedi quella famiglia!”

“Poi sono sopravvissuto al 2000! Al ‘millennium bug’ con una canzone a cui sono molto affezionato: La fine del millennio. Quando gli amici hanno cominciato a morire intorno, Lolli, Massimo, Marietto… E sono andato in depressione. Ecco, sono sopravvissuto anche a quella depressione lì”.

“Ah, sono anche sopravvissuto a tre malattie mortali, nel 2011, quando sono andato in coma per tre o quattro volte. Preso per un pelo, eh,  sono sopravvissuto anche a questo”.

“Questo Covid del cazzo. Ecco, io penso che sopravvivrò anche a questo… O forse, però, sai cosa c’è? C’è che morirò di noia per il lockdown…”