Fedez e il Codacons: cosa è successo?

In questi giorni sono molti gli articoli, le storie, i post e i tweet sull’argomento, cerchiamo di ripercorrere insieme la vicenda che vede come protagonisti Fedez e il Codacons!

La sfuriata di Fedez

Siamo al giorno 14 luglio, e il noto rapper Federico Leonardo Lucia in arte Fedez sprigiona la sua rabbia in un paio di storie che pubblica su Instagram.

“Sarà che oggi piove, quindi sono un po’ meteoropatico, ma io ne ho pieni i cogl***i, scusate ragazzi.”

Questa è la frase che comincia la polemica, con davanti l’ennesima raccomandata ricevuta dal Codacons dove l’ente comunica la procedura di sequestro verso i soldi ottenuti dalla raccolta fondi attuata dal rapper verso i lavoratori dello spettacolo, caso paragonato, a detta del Codacons stesso, con il caso di Malika Chalhy.

“Fate schifo, io sono stufo di essere perseguitato da voi, è incredibile che nessuno faccia niente per controllare voi!”

Fedez continua facendo notare al suo pubblico di seguaci come l’associazione in causa abbia, durante il primo lockdown, incassato soldi mediante un una campagna fondi, a detta del rapper, dal fine non coerente con quanto invece era stato comunicato.

“Si permettono di ostacolare chi si è fatto un culo quadrato per cercare di aiutare chi è in difficoltà!”

“Si devono vergognare.”

Parole dure e infuocate mediante le storie che a causa del terremoto che hanno scatenato, non sono passate di certo inosservate.

La risposta del Codacons

Evidentemente non ha letto la nostra istanza, e se l’ha letta non l’ha capita, dimostrando leggerezza superficialità

Così comincia la risposta sui social da parte del Codacons, associazione per i diritti civili, continuando a spiegare che l’atto in questione servirebbe a tutelare la raccolta fondi istituita da Fedez, invitando a utilizzare un protocollo di trasparenza e sicurezza di dove i soldi donati saranno investiti.

Continuando il Codacons informa Fedez che gli insulti e questo sfogo di rabbia sui social, varranno al rapper milanese una querela per diffamazione.

In favore dell’influencer stanziamo volentieri una piccola somma per pagare un giovane docente di italiano che, da oggi, manderemo a casa di Fedez quando dovrà leggere atti da noi scritti, per essere certi che li legga e li comprenda a fondo

Con questa frecciatina, l’associazione fa infuocare ancora di più il cantautore e i seguaci di quest’ultimo, aumentando la nube di polemica.

Denuncia per stalking

Accusata questa provocazione da parte del Codacons, Fedez decide di andare avanti sul suo percorso e portare al termine la faccenda, citando l’ente in giudizio per stalking giudiziario.

In questi anni ho sempre cercato di esorcizzare ogni causa fatta dal Codacons con un po’ di sana ironia. Ora mi rendo conto che la situazione sta diventando sempre più insostenibile. Passare giornate intere al telefono con gli avvocati significa togliere tempo ai miei figli, alla mia famiglia. Questa cosa mi consuma. L’unica strada che ho è quella di citare il Codacons per stalking giudiziario. Ora davvero basta!